17/05/2012

Alementazione sostenibile

157.jpgLa zootecnia, la pesca, l’agricoltura forniscono le materie prime a quel grande organismo onnivoro che è l’industria alimentare, sempre più affamato ed aggressivo. Da lì arrivano i prodotti trasformati e lavorati che compriamo e consumiamo, ma nei processi produttivi su larga scala abbondano gli sprechi e l’attenzione rivolta alla quantità piuttosto che alla qualità sta portando il sistema al collasso.

Ci si concentra tanto sulle emissioni delle automobili, come è giusto che sia, perché investire in mobilità sostenibile sicuramente migliora la qualità dell’aria e della vita dei cittadini, abbattendo i costi delle malattie respiratorie e dei ricoveri.Non bisogna però dimenticare che anche sprecare cibo ed adottare consumi insostenibili vuol dire aumentare le emissioni.

Lo spiega bene un recente studio dell’Università di Edinburgo. Prendiamo il latte, ad esempio, bevanda diffusa nel mondo occidentale per fare colazione. In Gran Bretagna ogni anno vanno sprecate 360.000 tonnellate di latte, l’equivalente di 100.000 tonnellate di gas serra o se preferite un esempio più pratico l’equivalente delle emissioni annue di 20 mila automobili.

I ricercatori spiegano che l’industria alimentare offre molti margini di intervento per la riduzione delle emissioni nell’intera filiera. Partendo dai campi, dove gli agricoltori, oggi in crisi, potrebbero ridurre l’impatto ambientale, utilizzando meno fertilizzanti e pesticidi, adottando la lotta biologica e la rotazione delle colture, ad esempio. Ma anche metodi di irrigazione a risparmio idrico come l’irrigazione a goccia e la subirrigazione. L’industria di trasformazione dovrebbe, dal suo canto, ridurre gli sprechi e rendere più efficienti e meno dispersivi i processi produttivi. I consumatori, dal canto loro, possono contribuire a ridurre le emissioni, evitando di acquistare cibo in eccesso e riducendo gli sprechi.

L'allevamento su vasta scala è insostenibile dal punto di vista ecologico. Ormai, la metà delle terre fertili del pianeta viene usata per coltivare cereali, semi oleosi, foraggi, proteaginose, destinati agli animali. Per far fronte a questa immensa domanda - in continuo aumento, in quanto le popolazioni che tradizionalmente consumavano poca carne oggi iniziano a consumarne sempre di più - si distruggono ogni anno migliaia di ettari di foresta pluviale, il polmone verde del pianeta, per far spazio a nuovi pascoli o a nuovi terreni da coltivare per gli animali, che in breve tempo si desertificano.

La popolazione continua a crescere e ha fame. Solo intervendo sui consumi e sui processi produttivi sarà possibile arginare il riscaldamento globale e lo sfruttamento insostenibile delle risorse naturali, evitando di trovarci un giorno, ancora una volta, a constatare il default delle risorse ed a piangere sul latte versato in una terra sempre più desolata e, quel che è peggio, sempre più densamente popolata ed affamata.

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03/05/2012

Primo volo intercontinentale per Solar Impulse, l'aereo solare

solarimpulse_05.jpgBertrand Piccard, (intervista qui), vola ancora… solare come sempre, con il suo Solar Impulse, alle prese a maggio con il suo primo volo intercontinentale, dalla Svizzera al Marocco.

Volare senza una goccia di carburante è una bella sfida anche per un ultraleggero. A pilotarlo lo stesso Piccard insieme ad André Borschberg. L’aereo solare sorvolerà i Pirenei ed il Mediterraneo, facendo scalo in Spagna, esattamente nella regione di Madrid. In tutto dovrebbe percorrere 2.500 km ed impiegare 48 ore. Dopo il volo intercontinentale, la prossima sfida sarà il giro del mondo nel 2014.

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24/04/2012

La zip

zip.JPGIl 20 settembre 2011 vi avevo scritto dell'invenzione della cerniera lampo. Oggi Google ricorda il suo inventore con un doodle animato davvero molto bello.

Vi invito pertanto a rileggere il post di allora QUI e vedere il doodle di Google QUI se già non l'avete visto in apertura di computer.

Onore a Gideon Sundback inventore della zip.

22/04/2012

Giornata della Terra 2012

Cattura.JPGUn miliardo di persone sparse in 175 Paesi nel mondo celebreranno oggi la 42esima edizione dell’ Earth Day, la giornata della Terra. L’iniziativa ha lo scopo di sensibilizzare l’opinione pubblica mondiale sui temi dell’ecologia e della sostenibilità ambientale al grido di “Mobilitiamo il Pianeta”.

L'Earth Day nacque nel 1970 quando 20 milioni di cittadini americani risposero a un appello del senatore democratico Gaylord Nelson partecipando a una storica manifestazione.

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19/04/2012

Raccolta differenziata e riciclo, italiani bravi sulla carta

carta_0.jpegSul riciclo e sulla differenziata in generale siamo indietro. Con dati molto diversi tra regione e regione e perfino tra provincia e provincia dello stesso identico territorio. E con il riciclo che non sempre corrisponde alla differenziata. Anzi. Le ultime stime dicono che nella Ue l'Italia è soltanto al 40,6%, mentre sei paesi virtuosi (Belgio, Danimarca, Germania, Austria, Svezia e Olanda) interrano meno del 3% dei loro rifiuti, potendo attingere ad una vera e propria miniera d'oro di risorse.

Ma non tutti i dati sul tema, per quello che riguarda il nostra Paese, sono negativi. Si attesta al 70%, infatti, ad esempio, la quota di vetro recuperato. E si fa addirittura ancora meglio con la carta anche se pochi ne sono consapevoli. Secondo la fotografia scattata dal sondaggio di Ipsos per Comieco (Consorzio nazionale recupero e riciclo degli imballaggi a base cellulosica), sette italiani su dieci non sono consapevoli dell'eccellenza italiana nel settore.

E invece il dato è chiaro. Con quota tre milioni di tonnellate nella raccolta differenziata nel 2010, l'Italia è seconda solo alla Germania nella filiera della produzione e riciclo di carta e cartone, ma i cittadini dimostrano di avere a riguardo una conoscenza disomogenea e superficiale.

Nonostante questa mancanza di "consapevolezza", afferma Comieco, l'eccellenza italiana nel settore è dovuta ad un cambiamento significativo nelle abitudini degli italiani che ha prodotto importanti benefici ambientali.

In particolare in poco più di dieci anni si è evitata la formazione di 222 discariche e solo nel 2010 non sono state emesse nell'atmosfera oltre 10,2 milioni di tonnellate di gas serra (rispetto alle emissioni generabili in assenza di riciclo).

Quello del riciclo di carta è un settore che produce ricchezza e benefici ambientali oltre ad essere un'eccellenza a livello europeo. Nel 2010, infatti, è stato recuperato e riciclato circa il 90% degli imballaggi immessi al consumo. Un risultato notevole soprattutto considerando che il tasso di riciclo medio europeo si attesta al 68,9%.

15/04/2012

L'energia del vento

navi.jpgI primi a sfruttare l'energia del vento furono probabilmente gli Egizi, circa nel 3000 a.C.: remare contro corrente per risalire il Nilo era faticoso, mentre in certe stagioni e in precisi momenti della giornata si alzava una brezza (un vento leggero e regolare) che soffiava nella giusta direzione. Bastò legare un grosso lenzuolo a un tronco piantato in verticale e limitarsi a controllare il timone. Ma gli Egizi non andarono oltre.

I Fenici, invece, copiarono l'idea e la migliorarono notevolmente, fino a costruire grosse navi da trasporto e solcare il Mediterraneo in lungo e in largo. Gli Egizi erano dei contadini, mentre i Fenici erano dei commercianti e per cercare sempre nuovi clienti, erano costantemente alla ricerca di sistemi innovativi per trasportare le loro merci per il mondo. Inoltre nella loro patria (all'incirca la regione oggi occupata da Libano e Siria) crescevano alberi alti e robusti, l'ideale per costruire una chiglia resistente e sostenere grandi vele.

Col passare dei secoli, le imbarcazioni a vela si perfezionarono sempre più e, intorno al 200 a.C. Comparvero le prime navi in grado di sfruttare il vento anche quando soffiava di prora.

Circa nel 300 d.C., ci si rese conto che questa straordinaria forza naturale, il vento, poteva essere sfruttata per azionare macchinari di vario tipo. Le prime civiltà utilizzavano l'energia muscolare (umana o animale) per compiere

numerosi lavori: arare, sollevare pesi, costruire monumenti, macinare il grano, attingere l'acqua dai pozzi. Ma era faticoso. L'energia del vento, opportunamente catturata, poteva risolvere molti problemi.

I primi mulini a vento furono realizzati in Cina, probabilmente verso il IV sec. d.C. Le pale ruotavano orizzontalmente e, tramite ingranaggi di legno, permettevano di irrigare i campi, macinavano, spostavano pesi. I Persiani importarono quest'idea nel Mediterraneo verso il 700 d.C.

I più famosi costruttori di mulini furono senz'altro gli olandesi. Nel medioevo buona parte dell'attuale territorio dei Paesi Bassi era sommerso dall'acqua del mare. Per avere nuove terre da coltivare, i contadini prima costruirono un argine  che delimitasse l'area desiderata,poi iniziarono a svuotare dall'acqua quell'enorme piscina che si era venuta a creare. Il sistema più comodo fu quello di collegare le pompe a dei mulini a vento (l'Olanda si affaccia sul mare, non ha montagne alle spalle e il vento abbonda).

03/04/2012

La scoperta del fuoco

fuoco30.jpgLa conquista del fuoco avvenne circa 1,7 milioni di anni fa da parte dell'Homo erectus, probabilmente per caso, grazie a un albero incendiato da un fulmine o dalla lava incandescente di un vulcano.

Ci vollero, poi, ben un milione e mezzo di anni prima che i nostri antenati imparassero a sfruttarlo meglio. L'energia termica che sprigiona la fiamma è adatta a rendere più digeribile e saporita la carne, a sterilizzare altri cibi, a combinare tra loro sostanze altrimenti immangiabili crude (come la farina). Il fuoco è utile per difendersi dalle belve e per rendere più efficiente la caccia e ha permesso di inaugurare l'età del bronzo.

Vedendo che alcune pietre usate per circoscrivere il focolare (e dunque roventi) rilasciavano liquidi lucenti (lo stagno) o rossastri (il rame), gli uomini primitivi hanno imparato che i due materiali potevano essere mescolati per ottenere il bronzo e quindi forgiare attrezzi funzionali e resistenti, come punte di lance e di frecce, aratri e accette.

Il fuoco serve poi anche per fabbricare utensili domestici a base di argilla (vasi, orci, mattoni...), nonché per produrre il vetro.

Qual è il segreto del fuoco? Perché brucia ed è caldo? Attraverso il processo di combustione gli atomi che compongono il combustibile (prevalentemente carbonio e idrogeno) si combinano con atomi di ossigeno in una reazione chimica che sviluppa calore. Se manca uno di questi tre elementi la combustione non può avvenire. Per ottenere fiamme più luminose e calde basta aumentare la quantità di ossigeno. Infatti l'età del bronzo e l'età del ferro sono nate quando l'uomo ha inventato il mantice.

Oltre al legno, un altro combustibile molto usato dagli antichi era lo sterco degli animali. Questa usanza è ancora presente oggi nelle civiltà contadine e tra le popolazioni più povere di risorse, diffusa tra gli abitanti delle Ande così come tra i pastori della Mongolia. Generalmente, incaricati di raccogliere gli escrementi degli animali erano i bambini. Poi le donne impastavano il frutto della raccolta e lo mettevano in appositi stampi affinchè (essiccando al Sole) se ne ottenessero delle mattonelle, decisamente più pratiche da maneggiare.

Per illuminare le case, la candela venne circa 3000 anni or sono. Le prime candele erano costituite da un filo di cotone imbevuto di grasso animale solidificato. Solo i ricchi e i potenti potevano permettersele in quanto era molto difficile produrle. Lo stoppino è il cuore del meccanismo: deve essere assorbente al punto giusto, deve infiammarsi con facilità, ma non deve bruciare troppo rapidamente. Non appena viene acceso, il calore della fiamma scioglie la cera, che, man mano che diventa liquida, per capillarità risale lo stoppino fino alla fiammella, dove vaporizza. In questo modo produce luce e il calore necessario per autoalimentare il meccanismo.

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